CARP FISHING O CARP FASHION?

 

IL CARPISTA MODELLO

Sono ai laghetti, ho deciso di passare un pomeriggio tranquillo passeggiando lungo le rive del lago in cui si pescano le carpe per vedere un po' come se la cavano i presenti. Bravi, bravissimi: sempre pronti a ferrare al suono del segnalatore acustico avvitato su splendenti rod-pod in acciaio inox. Hanno tutti tre o più canne, rigorosamente uguali, come d'altronde anche i mulinelli. Stanno seduti su comodissime poltrone, all'ombra di invidiabili ombrelloni, che caldo in questo mese di maggio, rilassati in attesa di una partenza. I più esperti poi si dilettano a pasturare con il cobra per richiamare i pesci vicino alle loro esche.

 

LA REALTA' 

Mi sono chiesto: come posso io, comune mortale, senza il becco d'un quattrino, competere con simili professionisti? Insomma, ho comunque deciso di provare, o la va o la spacca. Ho effettuato due battute di pesca, una in fiume in acque libere, una ai laghetti dove avevo ammirato le suddette sfavillanti attrezzature. 

Vi racconto solo la mia esperienza ai laghetti, in quanto ero in diretto confronto con i big del carp-fishing. Mi sono messo in mezzo a due batterie di canne e ho calato le mie lenze, pur sempre montate con l'hair rig ma non certo supportate da rod-pod e mulinelli con dispositivo baitrunner. Canna perpendicolare all'acqua, frizione aperta al massimo una copertina per stendermi e una rivista per l'attesa. (E vi giuro che si stava proprio bene). Passano pochi minuti e sento la mia frizione fischiare impazzita: con un rapido scatto mi fiondo sulla canna e, trattenendo il filo premuto sul fusto della canna con la mano, piazzo la prima ferrata. Esito positivo. Una volta allamato il pesce regolo con calma la frizione, apro l'antiritorno, e mi concentro sulla battaglia. Dopo qualche minuto di combattimento riesco a portare a riva una discreta carpa a specchi sui sei chili: non male, salvo il fatto che la coda del pesce usciva dal mio guadino, evidentemente troppo sottodimensionato rispetto alla preda. Nell'attesa tra una partenza e l'altra mi sono divertito ad ascoltare le varie suonerie dei vari segnalatori: neanche fossero cellulari! Pensavo di essere all'ufficio telegrafi. Bilancio della giornata, otto catture tra i cinque e gli otto chili, mi sono proprio divertito. E quelli che ti stavano accanto? Vi chiederete. SORPRESA! Anche loro avevano effettuato pressappoco le mie catture. Ma allora? E tutti i milioni di differenza tra la mia e le loro attrezzature?

 

UN PICCOLO BILANCIO 

 

MIO EQUIPAGGIAMENTO

Canna n° 1 mt. 3,60 pagata 50.000£ con un mulinello Silstar da altrettanti soldi. 

Filo 0.35 e montatura da carp-fishing del costo complessivo di 6.000£, boile ai tutti - frutti. Reggi canna $13.000 

Canna n° 2 mt. 4,00 pagata 40.000£ con uno stimano pedona adattato per l'occasione da 110.000. 

Filo 0.35 e solita montatura, boile ai tutti - frutti. 

Reggi canna £13.000 

Canna n° 3 mt. 3,00 pagata 40.000£ con mulinello Silstar dello stesso prezzo. 

Filo 0.25 e solita muntatura, boile ai tutti - frutti. 

Reggi canna £13.000 

N° 1 secchiello di boiles da £ 10.000 

Guadino da £30.000, una copertina di stoffa. 

 

TOTALE 409.000 

 

IL LORO EQUIPAGGIAMENTO

Canna n° 1/2/3 di carbonio da non meno di 300.000£

Mulinello rigorosamente Shimano baitrunner ultimo modello, costo almeno 300.000. 

Solita montatura con hair rig, boiles a chili e di diversi gusti £ 50.000. 

Rod-pod e segnalatori acustici e visivi: credo circa 1 milione. 

Guadino da non meno di 150.000 a gola larga 

Poltroncine o lettini mimetici sulle 300.000

Minuteria e cassettine porta oggetti, altre 300.000. (i prezzi non sono logicamente fissi né precisi, ma si avvicinano molto alla reale media di spesa per un carpista). 

-Non ho contato montature e filo-

TOTALE 3.600.000

 

 

 

L'UNICA VERA GRANDE INNOVAZIONE 

Forse vi stupirete, ma a mio modesto avviso, nel carp-fishing l'unica vera innovazione è stata la montatura con hair rig, conseguente all'utilizzo delle boiles come esche. È il cuore di questa tecnica, ciò che fa la differenza. I vantaggi rispetto ad una normale montatura innescata, che so, con la pastella, sono tantissimi, e non sto qui ad elencarveli perché non è di questo che mi preme parlare. In questo articolo vorrei solo farvi notare come da un'interessante innovazione si sia passati ad un mostruoso business. Se alla fine della giornata le catture sono state pressappoco le stesse, spiegatemi cosa giustifica l'enorme differenza tra i due totali ottenuti nel prospetto qui sopra. 

Una tale spesa è reale necessità o solo desiderio di mettersi in mostra? 

Non è la stessa cosa sentire fischiare la frizione o suonare un segnalatore? 

È così importante avere tre canne uguali in batteria? 

Comporta questi gran vantaggi un rod-pod da 600.000 rispetto a tre reggi canna da 13.000 l'uno? Soprattutto in un laghetto.

 

Autore: Marco Pagliarin


Le vostre Lettere