DELLA PESCA SPORTIVA
Credo
sia opportuno lasciare da parte per un momento tutte le tecniche ed i
suggerimenti approntati per fare una riflessione, una considerazione al solo
scopo di far prendere coscienza di se a tutti i pescatori. Intendo solo
ricordare che ogni pescatore dovrebbe essere un guardiano della Natura, un
protettore dell’habitat, un conservatore delle tradizioni. Non vorrei insomma
che tutte le novità in fatto di canne, mulinelli e quant’altro ci facessero
perdere di vista la nostra identità, dimenticare il vero fine della pesca. Non
è mia intenzione atteggiarmi a professore o tanto meno fare della retorica,
solamente toccare alcuni punti che fino ad oggi mi sembrano trascurati
all’interno dei libri o delle riviste del settore.
Spero
di avere presto degli imitatori e dei continuatori che completino ciò che non
ho ancora colto, ciò che non ho ancora imparato.
Mi
rendo conto che è molto più difficile consigliare ad un pescatore una sorta di
comportamento ideale piuttosto di come costruire una lenza, ma tanto più il
compito è arduo, maggiore è la soddisfazione di un piccolo risultato.
Ogni
buon pescatore sa che:
La
pesca non è né uno sport né un hobby. È una passione. Per cui come ogni
passione travolge e domina l’anima, allieva qualunque sacrificio ed
infonde una dolce soddisfazione. Non è possibile spiegare in altro modo
cosa spinga migliaia di appassionati sulle rive dei fiumi o dei laghi sotto
ogni cielo ed in ogni tempo, persino nel mordente freddo invernale.
Non
esiste pesca senza pesce. Rispettare e conservare i nostri amici pinnuti è
il solo modo per continuare a coltivare la nostra passione. Ricordiamoci che
ogni pesce portato a casa è un pesce in meno nel fiume. Se proprio siete
intenzionati a trattenere qualche esemplare accertatevi di averlo ucciso
prima di riporlo nel cestino: farlo agonizzare è inutile e stupido.
Comunque un buon pescatore trattiene solo i capi che finiranno sulla sua
mensa; vantarsi con gli amici di un bottino è solo vanagloria. Considerato
poi che non esiste raccolto senza semina, cerchiamo di aiutare le società
che si occupano di ripopolare i fiumi.
Vivere
la pesca significa vivere la Natura, quindi rispettarla è fondamentale.
Stare accanto ad un fiume, immersi nella Natura è uno dei massimi godimenti
della pesca. Osservare,
conservare e difendere il patrimonio ambientale è il primo dovere di un
buon pescatore; così facendo egli difenderà la sua passione e quindi se
stesso. Per cui segnaliamo alle autorità competenti ogni forma
d’inquinamento delle acque o dei boschi.
Le
prime virtù del pescatore sono la pazienza e l’osservazione. La prima è
la precisione, l’assoluta mancanza di fretta e d’approssimazione;
ricordiamoci che la pesca è un inganno finemente realizzato. La seconda non
è altro che la comprensione delle leggi che regolano la Natura e la loro
imitazione. Pazienza e
osservazione sono le uniche armi di cui un pescatore dispone.
L’uso
degli attrezzi da pesca diventa un godimento quando esso è portato a
livello d’arte. Nelle tecniche di pesca non esistono regole: ognuno può
inventare da sé astuzie, accorgimenti e approntare soluzioni nuove a
problemi vecchi. La maggior soddisfazione per un pescatore è ingannare il
pesce, vale a dire convincerlo ad ingoiare l’esca, con la propria sagacia.
Questo continuo rinnovarsi della sfida tra l’intelligenza dell’uomo e
l’istinto del pesce è uno degli aspetti più eccitanti della pesca.
Ogni
uscita di pesca costituisce un’esperienza, un modo diverso di accostarsi
alla Natura, alle acque, al pesce. Il ricordo e la riflessione di queste
esperienze costituiscono il bagaglio personale d’ogni pescatore. Alla fine
di ogni giornata di pesca dovremmo avere imparato qualcosa di nuovo, aver
raggiunto una maggiore perfezione.
Come
in tutte le cose, anche nella pesca lo zampino della Fortuna ha la sua
importanza. Machiavelli le attribuiva la forza di dominare la metà delle
azioni umane. Dell’altra metà siamo totalmente responsabili ed è su
questa parte che dovremo lavorare. Chi pesca deve sentire, intuire, fiutare
e soprattutto avvertire ciò di cui altri non sono capaci. Purtroppo solo
l’esperienza è maestra di queste virtù. Ecco perché vecchi pescatori
catturano ancora i pesci più furbi.
Finito
di pescare, sul far della sera, godersi un tramonto sul fiume è
quanto di più rilassante, poetico e romantico possa ancora esserci su
questa Terra.
Andrea Cerioli