UNA PESCATA IN CANALE

È estate. Voglia di studiare o stare chiusi in casa non ce n’è. E allora cosa può esserci di meglio di una rilassante pescata in riva ad un fiume? Problemi, ad affrontare questi luoghi di pesca non ce ne sono, bastano una manciata di bigattini ed una fissa sui 5 metri per divertirsi, ma le tecniche che ci possono dare le soddisfazioni maggiori sono senza dubbio la pesca a fondo e il carpfishing, specie per chi ricerca prede di taglia consistente. 

Tanto semplice da praticare quanto economica, la pesca a fondo ci consentirà di divertirci con scardole carassi e pesci gatto che non esiteranno a movimentare la nostra battuta di pesca, basta costruire la montatura con accuratezza e scegliere bene l’esca a seconda del pesce che vogliamo insidiare. Bigattini per le scardole, mais per carassi scardole e carpe, o il sempre valido verme in qualsiasi frangente.

Nella costruzione della lenza non serve essere sofisticati: una robusta lenza madre dello 0.20 o 22, un piombo sui trenta grammi, o da regolare eventualmente a seconda della corrente, una girella con moschettone per sostituire con praticità i finali, un terminale sui 40 cm. adagiato sul fondo, sollevato a bracciolo prima del piombo per i pesci gatto, corredato e di un buon amo bronzato del 5.

Spesso la pasturazione non è necessaria, magari possono risultare utili alcune manciate di esche gettate vicino alla nostra insidia.

Sempre con noi un guadino, per ogni evenienza, e da curare con la massima attenzione è senza dubbio la postazione di pesca, soprattutto per chi non dispone dei comodi seggiolini con cassettiere. Ogni cosa sottomano, picchetto per la canna, guadino in acqua, e cassettina aperta per avere tutto a disposizione.

A chi volesse invece cimentarsi col carpfishing, o praticare tutte e due le tecniche contemporaneamente, cosa per niente impossibile, consiglio di non portarsi via più di due canne perché gli spazi non sono mai troppo ampi, sia in acqua che sulla riva. Va anche tenuto presente il possibile transito di imbarcazioni, quindi spesso risulta vantaggioso lanciare parallelamente alla riva onde evitare di perdere le lenze sulle eliche di qualche natante. Boiler molto aromatizzate, pastura direi d’obbligo nei giorni precedenti alla battuta, o con qualche boile rotta a metà poco prima di calare la lenza. Filo e finale robusti perché le carpe selvatiche spesso sanno sfruttare rovi e rami sommersi, guadino e un amico che ci dia una mano. 

Occhio all’acqua, se vediamo saltare una carpa è segno che si sta nutrendo, e potrebbe essere vantaggioso lanciare nei paraggi.

Evitiamo le giornate ventose e i morti di marea se vicino alla foce.

 

Foto scattate sul fiume Dese(VE).

(La carpa in foto pesava circa 6kg

Catturata con boiler ai frutti caraibici canna e mulinello silstar)

 

 

 

 

Autore: Marco Pagliarin


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