Lo STRISCIO PRIMAVERILE

 

Ecco che finalmente, dopo un rigido inverno, il sole torna a splendere regalandoci piacevoli giornate, ideali per una battuta ai laghetti.

Sono passati i frizzanti pomeriggi(mattine solo per i più coraggiosi) passati a battere i denti lungo le rive di cave e invasi artificiali, quando le abboccate erano quanto mai rare e l’attività predatoria delle trote rallentata dal freddo.

Con l’aumento delle temperature, e la fine delle stress riproduttivo, tutto torna alla normalità, e iridee e fario non fanno più tante difficoltà nel seguire le nostre esche. Meglio così.

In questo periodo dell’anno, non sarebbe intelligente consigliare un unico metodo di pesca, perché le trote, un po’ come in settembre, si spostano dal sottoriva al centro del lago a seconda del variare della temperatura e, come ben sappiamo, marzo è un mese che sa alternare giornate semi-estive a picchi di gelo improvvisi.

Passeremo quindi in rassegna un po’ tutte le tecniche di pesca praticabili in questo periodo, escluse quelle più pesanti, perché ancora non c’è il caldo estivo che giustificherebbe la scelta di bombarde sui 30-40 grammi.

 

LA PESCA CON IL PIOMBINO

Se vogliamo insidiare le trote nel sottoriva e fino a circa 30 metri dalla sponda, la tecnica più redditizia è senz’altro quella con microbombarde, sbirulini e piombini da tremarella tipo torpille eccetera.

L’attrezzatura è sempre la solita, canne sui 3.80-3.90 mt. mai troppo potenti(capacità di lancio fino a 10-12 gr.) e mulinelli di dimensioni ridotte caricati di un buon 0.18, 0.16 per i più esperti.

Le montature, pur variando il tipo di zavorra, si assomigliano un po’ tutte, e saranno così realizzate:

·         Zavorra(piombini, torpille, ghost ecc.), girella tripla per ridurre le torsioni del finale durante il recupero(indispensabile!),

·         finale 0.16, 0.14 dai 60 cm in su, per non insospettire la trota.

·         ami dal 4-5 per i vermi e i caimani, al 8-9 per chi volesse utilizzare la singola camola: da scegliere preferibilmente quelli a gola larga e con la curva accentuata per bloccare meglio l’esca.

 

Il recupero dovrà essere molto vario e movimentato, onde stimolare l’istinto aggressivo della trote, che da qualche giorno ormai mangia con più appetito che d’inverno.

Quindi dovremo alternare pompaggi, pause recuperi regolari e tratti di tremarella per far fare alla nostra esca guizzi e scatti improvvisi.

Se il posto lo consente, non è mai sbagliato cambiare posizione ogni tanto, specie se le abboccate cominciano a diminuire.

Una volta allamato il pesce, la tecnica più redditizia per portarlo a riva senza troppi problemi è di forzarlo all’inizio e farlo pattinare sull’acqua per impedirgli di fare resistenza con il corpo e compromettere la resistenza della nostra montatura.

D’obbligo è il guadino, che si rivela sempre un valido alleato in caso di sorprese inaspettate e catture da foto.

 

PESCA A BOMBARDA DA 6 A 12g.

Questa pesca va prediletta nei laghi medio- piccoli e nella stagione primaverile; infatti si può coprire una distanza di 60 mt. e sondare qualsiasi profondità.

Utilizzando la bombarda è molto difficile avvalersi di tecniche come la tremarella o il saltarello, bisogna quindi cercare di attirare il pesce con lo spostamento della direzione dell’esca a lato e verticalmente; un maggior rilievo assume il colore dell’esca: dovrà essere di due colori contrastanti o comunque molto diversi. L’esca, inoltre, dovrà essere molto resistente e quindi consistere in caimani e vermi (magari usando il caimano o il verme stabilmente, e usare la più fragile camola come paletta dell’elica).

Per aumentare la rotazione, e quindi anche il potere catturante dell’esca alcuni pescatori collegano il terminale con una girella quadrupla invece della solita tripla.

Il filo usato è uno 0,18 come lenza e uno 0,16 come terminale; nella pesca con piombi più pesanti è preferibile usare il gommino salvanodo, i più accorti lo utilizzano anche con le grammature di cui stiamo parlando.

Il lancio con la bombarda è a due mani e progressivo: con questo tipo di lancio infatti, si limita di molto un’eventuale rottura del filo e aumenta la precisione del lancio.

La tecnica con la bombarda “leggera” essendo molto elastica permette di pescare durante tutta la primavera poiché sia con clima caldo o più freddo, col variare della profondità del pesce può variare facilmente la profondità dell’esca.

La canna usata sarà ad azione parabolica e non di punta, poiché ci permette un lancio più morbido e una sensibilità maggiore.

 

Parlando di bombarde è necessario dare spazio anche alle particolarità che le distinguono tra loro:

POSIZIONE DEL PIOMBO: se il piombo è posizionato verso la fine, lontano dall’astina, la caduta sarà a 45° rispetto al piano della superficie, mentre se il peso è distribuito lungo tutto il piombo, questo avrà una caduta parallela al piano della superficie.

LA GALLEGIABILITA’: la bombarda oltre al peso ha una sua galleggiabilità, ovvero il suo vero peso nel discendere verso il fondo; se lanciamo una bombarda da 10 g. con G =1 (galleggiabilità 1), al momento del lancio raggiungerà una distanza pari a quella di un peso di 10g. ma nella discesa verso il fondo avrà la velocità di un piombo da 1g.

 

 

LA PESCA CON LA PENNA DI PAVONE

Si tratta di una tecnica adattabile a qualsiasi stagione, e che ci permette di associare molte azioni di pesca differenti. Con questa montatura potremo infatti praticare sia una pesca statica mantenendo il galleggiante immobile, sia una pesca più dinamica, alternando pause a recuperi brevi lenti o veloci.

Il vantaggio fondamentale che ci porta questa montatura è che una volta individuata la profondità a cui stazionano le trote potremo mantenerla nei lanci successivi regolando la posizione della penna sicuri di non fare mai “passate a vuoto”. Questa montatura ci consente inoltre di poter fermare il recupero in caso di abboccata del pesce senza che la zavorra trascini l’esca in profondità.

Vediamo ora la costruzione di questa semplice montatura.

Filo in canna non superiore allo 0.18, lo shock leader non serve. Sulla lenza madre inseriremo la penna di pavone, dalla grammatura rapportata alle dimensioni del lago e alla potenza della canna. Come zavorra utilizzeremo una torpille che tari la penna all’80% del carico, in modo che in posizione di stallo sia visibile da grande distanza(la penna anche se leggermente sottocarico non offre resistenza all’affondamento in caso di abboccata), esempio penna 4 gr. Torpille 3.5 gr. Dopo il piombo, gommino salvando e girella tripla per assicurare la dovuta rotazione dell‘esca. Finale di diametro intorno allo 0.16 di lunghezza non inferiore ai 50cm. L’amo verrà scelto in funzione dell’esca, da un 5 per vermi e caimani, ad un 9 per camola singola. Dobbiamo anche tenere presente che nel caso avessimo intenzione di usare la pasta d trote come esca, essa tenderà a salire in superficie nei momenti di stallo, e che quindi sarà necessario zavorrare l’amo o il finale.

L’azione di pesca a mio avviso più efficace consiste nel lanciare ben in mezzo al lago, e subitaneamente mettere in tensione la lenza, di modo che il finale scenda in profondità descrivendo un arco di circonferenza e cominciando subito a ruotare. Il recupero deve essere un’alternanza di scatti e pause, evitando sempre di perdere il contatto con la lenza.

Eventuali varianti che dovrete inventare di volta in volta renderanno più adescante il recupero.

 

Marco Pagliarin e Marco Geromel


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