Fiume Tirino

 

TirinoM.jpg (11014 byte)Il Tirino nasce nel Parco Nazionale d’Abruzzo esattamente a Capo d’Acqua.
Il TIRINO è considerato da molti critici uno dei più importanti chalk-stream Italiani, che è in grado di competere con le splendide risorgive Friulane.

La presenza a Bussi sul Tirino, di uno dei più imponenti allevamenti di Trote d’Europa non né rovina affatto la sua integrità grazie soprattutto alla sua acqua ricca di ossigeno , infatti nonostante questo il Tirino rimane incantevole e RICCO DI FARIO anche di grossa taglia.

Parlare di Trote in Abruzzo significa parlare di questo stupendo fiume, e grazie all’associazione A.I.L.P. di Bussi sul Tirino, che lo rende famoso per la presenza di Trote Fario "GIGANTI", e per l’enorme sforzo che fanno per far sentire il pescatore appagato con gratificazione dei luoghi in cui si pesca, infatti torno a ripetere che grazie a loro se abbiamo un fiume così pulito e pescoso, dove non importa avere il cestino pi ma rimanere incantati dal fascino della natura e aver rispetto per i suoi equilibri oggi così compromessi.

TirinoS.jpg (20664 byte)La presenza di Trote Fario di grossa taglia e sicuramente da attribuire al fatto che questo fiume anni fa era chiuso alla pesca e questo a fatto modo che le trote si riproducessero e crescessero in completa tranquillità.

Cinquemila litri ogni secondo, questa la portata del fiume Tirino, tutti provenienti dal Gran Sasso, dall’immenso sistema acquifero di Campo Imperatore che dopo un percorso carsico di circa 25km tra le rocce calcaree delle montagne che attraversa, fuoriesce da tre sorgenti, Capo d’Acqua, Presciano e il Laghetto sotto Capestrano.
Dopo il traforo del Gran Sasso la portata del fiume è decisamente ridotta, fino agli attuali 5.000 litri, con la sorgente del Laghetto quasi completamente disseccata, uno dei bracci del Tirino non da più acqua. Resta vivo, per fortuna, l’altro braccio, quello di Capo d’Acqua, che scorre lento e placido, trasparente come una piscina verso valle. Il Tirino: un Fiume di montagna che si origina in pianura, non è incredibile, è solo vero! Ce lo rilevano le caratteristiche chimiche delle acque e la presenza invertebrati indicatori delle acque pure, come i Plecotteri del genere Ispera, Dinocras, Nemoura e della rarissima ed "alpina" Crenobia, presente solo in acque freddissime. Una massa d’acqua che scorre lenta in un fondo popolato da vegetazione acquatica flottante, che mossa dall’acqua fruscia come rami al vento. Ranuncoli d’acqua, basche, ceratofolie una corona di salici bianchi e, soprattutto, cinerini, che tanto caratterizzano il Tirino, poiché quasi scomparsi dai fiumi Italiani.   Sulle pendici dei monti ci sono: lecci, ornelli, terebinti, bosso, ginepro rosso, essenze tipicamente mediterranee. Così "corteggiato" il fiume scende a valle, alimenta mulini e irriga le colture praticamente ai suoi lati, riceve mille vene laterali, perché la valle del Tirino è una spugna piena d’acqua.

Questo è il Tirino. Rovelle, Arvicole che si affacciano dai ciuffi di erba selle sponde, Aironi, Gallinelle d’acqua e mille passeriformi nei canneti. Sulle sue rive viveva tranquillamente la lontra. Ma il Tirino è soprattutto la TROTA FARIO della varietà macrostigma, autoctona. Non molto tempo fa era anche il fiume dei gamberi di cui, dopo la quasi totale scomparsa, ora si tenta un ampio progetto di reimmissione e salvaguardia.

Questa splendida porta d’acqua solca Bussi, con cui fa proprio "l’amore". Si perché il Tirino è di Bussi come Bussi è del Tirino, sul Tirino, appunto.

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