DESCRIZIONE
Come Fiume Oglio a Costa Volpino intendiamo quella parte di fiume che inizia al confine
con il Comune di Rogno (m204 s.l.m.) fino allo sfocio nel lago d'Iseo nel Comune di C.
Volpino (m186 s.l.m.).
Si tratta di un troncone unico di lunghezza complessiva di km 7.
La larghezza del corso varia da 18 a 50m, la profondità media è di 1m. La portata del
corso è perenne con alti e bassi a seconda della stagione, lo scorrimento è vario,
infatti, si ha un continuo susseguirsi di piane, buche, correnti e molle che permettono la
coabitazione di molte specie ittiche.
Il fiume ha spesso un alto tasso di torbidità, il materiale in sospensione è per lo più
di tipo inorganico, dovuto al sommovimento del fondo causato dall'escavazione di inerti o
dallo scioglimento dei ghiacci; l'ossigenazione è buona.
La natura geologica del substrato è rappresentata da possente copertura alluvionale
post-glaciale, prevalentemente di tipo ghiaiosa e sabbiosa. Il tratto di fiume scorre in
alveo naturale di sassi, ghiaia e ghiaietto, senza subire imbrigliamento o opere di presa.
Le rive sono però consolidate da opere di ripiena e da gabbioni nel tratto prospiciente
il lago d'Iseo.
Nel Comune di Rogno e di Costa Volpino esistono due cave per l'estrazione di inerti dal
letto del fiume. Lo stato colturale delle rive nelle zone basali, immediatamente a
contatto con l'alveo, è rappresentato per lo più da incolto improduttivo cespugliato,
con radi canneti specie alla foce prima dell'immissione nel lago d'Iseo, alternati a prati
polifiti permanenti e piccoli appezzamenti coltivati a cereali. Il tratto di fiume subisce
l'immissione di liquidi fognari del Comune di Costa Volpino che vanno naturalmente a
sommarsi a quelli dei paesi più a monte. Da segnalare la messa in opera di un depuratore
che raccoglie le acque di vari paesi della Valle Camonica riunendole in un unico condotto
che prima di venire scaricato nel lago d'Iseo provvede a depurarle evitando l'immissione
nel fiume.
SPECIE ITTICHE
Il tratto di fiume esprime una notevole potenzialità ittiogenica e biologica, infatti
molte varietà di specie pinnate convivono e si alternano nelle sue acque; in particolare
nel periodo della fregola, grazie alla diretta comunicazione con il bacino del lago
d'Iseo.
Purtroppo gli scarichi industriali a monte e l'escavazione della ghiaia dal fondo, tengono
sotto tono le sue potenzialità che, una volta estrinsecate, sarebbero determinanti anche
per l'incremento di specie ittiche tipiche del lago d'Iseo che hanno nell'Oglio
superlacuale la zona di fregola.
Nelle zone a maggiore corrente troviamo la trota Fario, non totalmente autoctona ma
abbondante grazie alle continue semine effettuate dalla provincia e dalla regione, con
immissione di migliaia di trotelle tra 6-12 cm. Oltre alla Fario si trova spesso anche la
trota Iridea (seminata durante le gare) e la Marmorata. Quest'ultima è abbastanza
presente soprattutto nei tratti più tranquilli o nelle grosse e profonde buche dopo le
griglie, si riproduce autonomamente e si può trovare in varie taglie anche sopra il
chilo, ne esistono certe, e spesso vengono catturate, che arrivano ai cinque chili.
Raro il Salmerino di fonte. Se ci avviciniamo alla foce incominciano a essere meno
presenti le trote sopra elencate ma possiamo trovare facilmente la trota Lacustre che
risale il corso in cerca di cibo e per la deposizione delle uova. Questa trota si cattura
soprattutto a spinning ma si può ugualmente provare con il pesciolino (vedi La trota Lacustre).
Inoltre per i cultori della pesca a mosca va segnalato che nelle piane sottostanti il
ponte Barcotto sopravvive un buon numero di Temoli che seminati anni fa anno trovato un
abitat che ne permette la riproduzione. Oltre alle trote nel fiume abbondano molti
ciprinidi come il Cavedano, la Scardola, il Vairone, il Triotto e la Sanguinerola.
Nell'ultimo tratto, vicino alla foce dove l'acqua rallenta e forma zone paludose con
canneti si trovano molte Anguille e Lucci.
TECNICHE
DI PESCA
La configurazione del fiume ci può permettere di pescare in vari modi e tecniche diverse.
Al tocco, dato che le trote sono molto furbe e il corso abbonda di cibo consiglio di
pescare soprattutto al naturale, lasciate perdere almeno all'inizio la stimolazione
"artificiale", non fareste altro che rovinarvi la pescata, puntate molto sul
naturale con passate leggere e silenziose imitando il più possibile una normale esca,
solo dopo provate a pescare in risalita dando piccoli strappi ed altro. Utilizzate come
montatura una corona di media grammatura o un pallettone nelle buche più profonde, come
esche meglio quelle del luogo (vermi di fango, bujet,
portasassi, ecc.) in caso non ne
trovaste o non si ha tempo per cercarle si può tentare con un pesciolino per la
Marmorata, un verme per la Fario, e inneschi vari per l'Iridea.
La spiralina sarà utile quando avremo a che fare coi lunghi correntoni e le grandi piane.
Col galleggiante in teoria dovremmo attrezzarci con varie montature dato che il fondo è
molto vario e la corrente cambia in continuazione, ma sostanzialmente sono più che
abbastanza due montature, una leggera con una fila di pallini per le parti calme del
corso, l'altra più pesante con possibilmente una goccia o torpilles che contrasta la
corrente e permette l'affondamento della lenza.
Come esca in questo caso punterei molto su quelle del luogo dato che a passata, il metodo
di pesca è ancora più al naturale della pesca al tocco. Utilizzando ami piccoli e fili
di diametro piccolo, si può catturare anche qualche bel Cavedano. Nelle grandi piani si
può tentare anche con la mosca, non è la tecnica più ideale però si può fare lo
stesso qualche bella cattura o imbattersi in qualche Temolo. Durante il pomeriggio è
meglio puntare sulla mosca affondante, alla sera tardi si può pescare con la mosca secca
utilizzando qualche bella imitazione di effimera, possibilmente piccola.
Questo tratto di fiume è facilmente raggiungibile sia per chi proviene dalla provincia di
Brescia che la provincia di Bergamo, Costa Volpino infatti è situato all'inizio del lago
d'Iseo (Sebino) a cavallo delle due province. Una volta giunti al ponte Barcotto
proseguendo verso monte troverete il campo gara, al contrario se andate verso valle
arriverete al lago.
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conoscenza.