I
MULINELLI
Inizialmente è bene chiedersi: qual'è il compito cui deve assolvere il mulinello?
Contenere il filo e permettere il lancio e il recupero.
Bene, ce ne
sono alcuni che è già molto se contengono il nylon e lo avvolgono, ma ne
esistono anche altri equipaggiati con tutte le innovazioni che la tecnologia
ha messo a punto in questi ultimi tempi. Infatti, fino a qualche anno
fa i mulinelli erano costruiti tutti nello stesso modo. La bobina alloggiava
in una girante che ricordava, per la sua forma un bicchiere. Ma dopo ci si
accorse che questi mulinelli erano tutt'altro che funzionali, dato che
causavano inestricabili parrucche di nylon. Le imprecazioni di migliaia di
pescatori che si trovavano ogni volta a doverle sbrogliare convinsero le
ditte ad incominciare a costruire modelli a
bobina esterna.
Il problema sorse quando ci si accorse che la forma della bobina non andava bene. Infatti prima si prediligevano quelle basse e larghe, ma bobine alte e strette avrebbero richiesto giranti troppo voluminose rendendo l'attrezzo scomodo da usare. La bobina esterna doveva avere una forma più compatta, tendente a quella di un quadrato. Di qui tutti gli studi portarono, dopo qualche anno, alla progettazione di bobine coniche, quelle che vanno per la più oggi. La loro forma, piuttosto allungata, simile a quella di un cono gelato segato a metà, permette al nylon in uscita di incontrare minore attrito e quindi di lanciare meglio e con minor sforzo arrivando ben oltre la distanza che sarebbe possibile raggiungere con una bobina tradizionale. Ma la conicità ha anche rivelato uno svantaggio, e cioè la facilità nel provocare parrucche dovute al fatto che le spire di nylon tendono a scivolare in avanti sovrapponendosi. A questo inconveniente si è rimediato introducendo un'altra miglioria tecnica: il recupero a spire incrociate o a doppio passo.
MULINELLI PER LA PESCA IN LAGHETTO
Nella pesca a striscio il
mulinello svolge un ruolo estremamente importante a differenza di altre
tecniche dove si può considerare di seconda priorità. Dal suo corretto
funzionamento dipendono, infatti, tutte le azioni di pesca, dai lanci della
lenza al recupero della preda. Per poter affrontare questa notevole mole di
lavoro, il mulinello deve possedere dei meccanismi e caratteristiche di
ottimo livello. 
Fra i tanti modelli sul mercato, ce ne sono alcuni veramente perfetti per le esigenze dello striscio in cava. Il problema, se non si pratica questa pesca già da qualche tempo, è casomai quello di capire quali sono i più adatti al tipo di necessità che noi abbiamo. Provate a entrare in un negozio e chiedere un mulinello da "laghetto", potreste sentirvi consigliare la quasi totalità dei modelli esposti sui ripiani. Per i mulinelli, infatti, non esiste una specializzazione così grande come per le altre attrezzature.
Le canne per lo striscio leggero, ad esempio, si distinguono per maneggevolezza e per sensibilità, il mulinello da accoppiare loro dovrà quindi possedere le stesse caratteristiche. Dovrà essere uno di quelli concepiti per agevolare il lancio di microzavorre, avere dimensioni piccole o medie e bobina con diametro massimo di 45 mm.
Il mercato offre due tipi diversi di mulinello che differiscono nella concezione meccanica della sede raccoglifilo: quelli a bobina rotante fig 1.1. e quelli a bobina fissa fig 1.2.
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fig. 1.1 Mulinello a Bobina Rotante |
fig. 1.2. Mulinello a Bobina Fissa |
In Italia a differenza che negli Stati Uniti prediligiamo i mulinelli a bobina fissa, quindi prenderemo in considerazione maggiormente questi.
Avvolgimento incrociato... Nel normale avvolgimento di vecchio tipo le spire vengono disposte semplicemente l'una sull'altra, più o meno strette a seconda della trazione. Ne risulta che alcune spire si incastrano in mezzo alle altre frenando il lancio e provocando parrucche durante il lancio successivo. Se nei mulinelli dotati di bobine tradizionali non succede frequentemente è solo perché il fascio di spire è molto sottile. In una bobina conica, invece, è larghissimo e le spire che possono essere trascinate via sono molte di più. Per questo motivo venne introdotto il riavvolgimento incrociato; tramite un doppio movimento di avantiindietro dell'alberino, dispone le spire in senso diagonale e non una accanto all'altra come nel riavvolgimento classico, evitando pasticci. Tenendo conto di quelle che sono le esigenze di lancio nella pesca a striscio in cava, si può subito capire perché una bobina conica e un riavvolgimento incrociato siano di basilare importanza, permettendo alla bombarda di arrivare più lontano grazie alla forma più lunga della bobina e al minore attrito.
Sono abbastanza validi anche quei mulinelli dotati di bobina normale ma piuttosto larga, purché non inserita nella girante, allo scopo di facilitare le lunghe distanze.
Rapporto di recupero... Un altro elemento da tenere in considerazione per la scelta di un mulinello da abbinare a una canna da trota in laghetto è il recupero. Ce ne sono di più lenti o velocissimi ma per questa pesca è meglio restare su un recupero medio. Quelli troppo veloci o lenti non consentirebbero un adeguato controllo del piombo. Un 5:1 (pari a cinque rotazioni per ogni giro di manovella) o un 5,2:1 può essere considerato ottimale, ma qualcuno li preferisce anche più veloci. Importante è che, una volta scelto un rapporto di recupero per un mulinello, lo si mantenga per tutti gli altri che si decide di acquistare.
Frizione anteriore o posteriore... In alcuni mulinelli questo fondamentale componente è situato davanti, sulla bobina. In altri il comando di regolazione si trova dietro al corpo. Il primo tipo di frizione si chiama anteriore, il secondo posteriore. Tutte e due possono venire usate per questo genere di pesca ma la migliore, in questo caso la più comoda, è senza dubbio quella più amata è la posteriore.
Quando ci troviamo nella situazione di un pesce che mangia a grandi distanze (e capita spesso in laghetto) è sempre meglio avere la frizione tutta chiusa. Ma lasciandola sempre chiusa, anche dopo la ferrata, c'è il rischio di rompere il nylon nel recupero del pesce, soprattutto quando si trova nel sottoriva. Serve, per questo, una frizione che possa essere regolata con la massima velocità e praticità e quella che meglio risponde a tali requisiti è la posteriore. Solitamente la frizione posteriore è regolabile a scatti cui sono abbinati dei numeri. Per tararla sul carico di rottura del filo basta ricordare il numero corrispondente. Altrimenti si può frenare il nylon al momento tenendo una mano sul pomolo di regolazione.
Rullino Prendifilo In
passato non ci si faceva tanto caso ma oggi il nottolino prendifilo è
sempre più curato nella forma. Se una volta addirittura mancava o era
costituito da un semplice cilindretto che permetteva al nylon di scivolare
durante il recupero, oggi è stato protagonista di un enorme salto
qualitativo. Esistono rullini guidafilo con o senza cuscinetto a sfera e,
quelli che ne sono dotati, hanno il pregio di possedere una grande
scorrevolezza anche quando la trazione è elevata. E' importante che il
nottolino ruoti, altrimenti il filo si surriscalda e si rovina. E quando si
rovina deve venire sostituito spesso, oltre a non essere più affidabile nei
momenti critici.
Questo discorso va rapportato soprattutto ai diametri
impiegati e, nella pesca a striscio, i nylon sono sempre piuttosto sottili
per lanciare lontano. Inoltre il rullino scorrifilo di grande diametro e
montato su cuscinetto a sfera permette al nylon di diluire meglio la
torsione eventualmente accumulata durante il recupero. Se non possiede il
cuscinetto a sfera deve essere costruito, almeno, con materiali molto duri e
ben levigati. Il migliore è il Sic, un carburo di silicio lavorato al
diamante che, oltre a essere durissimo, possiede un grado di levigatura
incomparabile. Ma il prezzo, purtroppo, ne risente non poco. Senza
pretendere il meglio, la ceramica, l'allumina e l'hardloy vanno bene
comunque. Piuttosto, è meglio scegliere un mulinello che abbia rullino di
grandi dimensioni.
Un grande diametro permette al filo in tensione di essere riavvolto con un angolo meno stretto perché la superficie di contatto è maggiore. Tutto questo si traduce, ancora una volta, in più lunga durata della lenza e minori rischi di rottura.
La Manovella L'ultimo elemento da tenere in considerazione è la manovella. Non deve essere troppo ampia, perché sarebbe scomoda nei recuperi e la pesca a striscio si basa proprio sul continuo lancio e recupero della lenza. Ognuno ha un braccio e una mano differente. Conviene, perciò, provarne qualc'uno diverso fino a trovare il più comodo da usare. Negli ultimi anni sono comparsi sul mercato mulinelli dotati di doppia manovella. Lo scopo è quello di bilanciare il mulinello durante l'avvolgimento e offrire una presa immediata in ogni situazione grazie al fatto di avere due pomoli anziché uno solo. Chi preferisce la tradizionale manovella singola può trovare oggi anche mulinelli equipaggiati con sistema di bilanciamento, che consiste in un peso inserito nel rotore allo scopo di bilanciarne la rotazione. A voi la scelta.
CONSIGLIO... L'acquisto
di un attrezzo è anche questione di gusti e ognuno ha la marca che preferisce.
In genere, l'identikit del mulinello ideale per la pesca in Laghetto, secondo
noi, è il seguente: peso dai 250 grammi per la pesca leggera ai 350 grammi per
quella a distanza; frizione posteriore; bobina in metallo a profilo conico;
avvolgimento a spire incrociate; rullino scorrifilo di ampio diametro su
cuscinetto a sfera; rapporto di recupero da 5:1 a 5,4:1. Il tutto abbinato a una
meccanica montata su almeno tre cuscinetti a sfera per assicurare
recuperi fluidi e una buona durata.
La placca portamulinello Le "morbidone" sono corte e maneggevoli: sono attrezzi che non richiedono il lancio forzato a due mani e, pertanto, la placca portamulinello può essere collocata bassa. D'altro canto la "tremarella" richiede che il calcio della canna debba far corpo unico con l'avambraccio e già questo non lascia alternative. Quindi, la distanza che deve intercorrere tra il tallone della canna e il piede del mulinello deve essere all'incirca pari alla lunghezza dell'avambraccio di chi pesca.
Bobina Coperta... Mulinelli a bobina carenata o coperta, come quelli che vediamo in questa pagina, non sono certo fra i più usati per striscio in laghetto. Si tratto, casomai, di modelli molto più adatti alla passata grazie ai vantaggi che offrono nell'uso di nylon particolarmente sottili, soprattutto perché con la bobina coperto è molto difficile formare le fastidiose parrucche. Pensandoci bene, però, questa importante caratteristica può tornare molto utile anche nello striscio leggero invernale, quando si usano nylon dello 0,16 o anche più sottili per lanciare lenze inferiori ai tre grammi.
Un altro vantaggio dei mulinelli a bobina coperta sta nel fatto che per lanciare non è necessario ribaltare l'archetto. Nel caso dei Contact 400 che vediamo qui sopra basta far compiere alla manovella un mezzo giro all'indietro per liberare il filo; ilSarfix Royal Project della Foto in alto a sinistra, invece, ha un comodo pulsante sul davanti che è sufficiente schiacciare per preparare il mulinello al lancio. Entrambi hanno una leva di freno supplementare oltre alla normale frizione.
