LA PESCA CON IL PIOMBINO

Se vogliamo insidiare le trote nel sottoriva e fino a circa 30 metri dalla sponda, la tecnica più redditizia è senz’altro quella con microbombarde, sbirulini e piombini da tremarella tipo torpille eccetera.

L’attrezzatura è sempre la solita, canne sui 3.80-3.90 mt. mai troppo potenti(capacità di lancio fino a 10-12 gr.) e mulinelli di dimensioni ridotte caricati di un buon 0.18, 0.16 per i più esperti.

Le montature, pur variando il tipo di zavorra, si assomigliano un po’ tutte, e saranno così realizzate:

·         Zavorra(piombini, torpille, ghost ecc.), girella tripla per ridurre le torsioni del finale durante il recupero(indispensabile!),

·         finale 0.16, 0.14 dai 60 cm in su, per non insospettire la trota.

·         ami dal 4-5 per i vermi e i caimani, al 8-9 per chi volesse utilizzare la singola camola: da scegliere preferibilmente quelli a gola larga e con la curva accentuata per bloccare meglio l’esca.

 

Il recupero dovrà essere molto vario e movimentato, onde stimolare l’istinto aggressivo della trote, che da qualche giorno ormai mangia con più appetito che d’inverno.

Quindi dovremo alternare pompaggi, pause recuperi regolari e tratti di tremarella per far fare alla nostra esca guizzi e scatti improvvisi.

Se il posto lo consente, non è mai sbagliato cambiare posizione ogni tanto, specie se le abboccate cominciano a diminuire.

Una volta allamato il pesce, la tecnica più redditizia per portarlo a riva senza troppi problemi è di forzarlo all’inizio e farlo pattinare sull’acqua per impedirgli di fare resistenza con il corpo e compromettere la resistenza della nostra montatura.

D’obbligo è il guadino, che si rivela sempre un valido alleato in caso di sorprese inaspettate e catture da foto.

 


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