LA PESCA CON LA PENNA DI PAVONE

Si tratta di una tecnica adattabile a qualsiasi stagione, e che ci permette di associare molte azioni di pesca differenti. Con questa montatura potremo infatti praticare sia una pesca statica mantenendo il galleggiante immobile, sia una pesca più dinamica, alternando pause a recuperi brevi lenti o veloci.

Il vantaggio fondamentale che ci porta questa montatura è che una volta individuata la profondità a cui stazionano le trote potremo mantenerla nei lanci successivi regolando la posizione della penna sicuri di non fare mai “passate a vuoto”. Questa montatura ci consente inoltre di poter fermare il recupero in caso di abboccata del pesce senza che la zavorra trascini l’esca in profondità.

Vediamo ora la costruzione di questa semplice montatura.

Filo in canna non superiore allo 0.18, lo shock leader non serve. Sulla lenza madre inseriremo la penna di pavone, dalla grammatura rapportata alle dimensioni del lago e alla potenza della canna. Come zavorra utilizzeremo una torpille che tari la penna all’80% del carico, in modo che in posizione di stallo sia visibile da grande distanza(la penna anche se leggermente sottocarico non offre resistenza all’affondamento in caso di abboccata), esempio penna 4 gr. Torpille 3.5 gr. Dopo il piombo, gommino salvando e girella tripla per assicurare la dovuta rotazione dell‘esca. Finale di diametro intorno allo 0.16 di lunghezza non inferiore ai 50cm. L’amo verrà scelto in funzione dell’esca, da un 5 per vermi e caimani, ad un 9 per camola singola. Dobbiamo anche tenere presente che nel caso avessimo intenzione di usare la pasta d trote come esca, essa tenderà a salire in superficie nei momenti di stallo, e che quindi sarà necessario zavorrare l’amo o il finale.

L’azione di pesca a mio avviso più efficace consiste nel lanciare ben in mezzo al lago, e subitaneamente mettere in tensione la lenza, di modo che il finale scenda in profondità descrivendo un arco di circonferenza e cominciando subito a ruotare. Il recupero deve essere un’alternanza di scatti e pause, evitando sempre di perdere il contatto con la lenza.

Eventuali varianti che dovrete inventare di volta in volta renderanno più adescante il recupero.


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