TROTA IRIDEA -COMPORTAMENTO INVERNALE-
Le ore di sole si riducono progressivamente, i raggi sono sempre meno intensi e caldi. Il freddo si fa veramente pungente. La temperatura dell'acqua ha perso il calore che aveva accumulato durante l'estate, e all'esterno resta più giorni sotto lo zero. Cala la nebbia fitta soprattutto sui laghetti in pianura, con i pochi raggi che non riuscendo più ad attraversarla rendendo le giornate ancora più cupe di quanto siano. Le piccole insenature si coprono di uno strato di ghiaccio. La natura si addormenta.
Con l'arrivo dell'Inverno per le trote si prospetta il periodo peggiore che metterà a dura prova le loro doti di sopravvivenza. Il periodo peggiore perché contemporaneamente avvengono due fattori che da soli sarebbero più che sufficienti per stressare i pesci. Infatti troviamo il problema della riproduzione, con tutti i sui rituali e risvolti che sfruttano molto la trota fisicamente e, il periodo invernale, dove la mancanza di cibo si aggiunge al radicale abbassamento delle temperature rendendo il metabolismo assai lento, di un animale che è a sangue freddo.
A questo punto ai pesci, per sopravvivere in condizioni accettabili, non resta altro che comportarsi ed adattarsi nel meglio che si può, portandosi in varie posizioni a seconda della conformazione del lago e a quanto siano rigide le temperature.
Azione di pesca
In inverno, qualsiasi condizione che si trovi, generalmente l'azione di pesca deve essere molto lenta sul fondo, spesso nell'immediato sottoriva o, più frequentemente, lungo il gradino che precede il salto di profondità a una decina di metri dalla sponda.
La tecnica migliore, quindi, è quella del saltarello con canne molto leggere e striscini in grado di lavorare sul fondo a picco, lentissimi scatti che mantengono l'esca il più vicino alle trote per convincerle ad abboccare.
Un particolare importante, in questo periodo, è l'uso della pallina di polistirolo per tenere l'esca sollevata di qualche centimetro e renderla ben visibile alle trote. L'azione di pesca deve essere molto lenta anche perchè la bassa temperatura dell'acqua rallenta le funzioni vitali della trota, soprattutto il processo digestivo e, di conseguenza, la sua predisposizione nei confronti dell'esca.
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Fig.1.1 Come vediamo, la posizione del pesce varia a seconda delle temperature. Con condizioni mediofredde le trote si avvicinano molto alle rive , invece con freddo pungente si portano sempre più a contatto del fondo. |