TROTA IRIDEA -COMPORTAMENTO PRIMAVERILE-
Le giornate si allungano progressivamente, i raggi del sole sono sempre più intensi e caldi, non arrivano più bassi come d'inverno e l'acqua incomincia a riscaldarsi proprio a partire dalla superficie. Inoltre, una leggera brezza increspa quasi sempre il pelo dell'acqua assicurando valori ottimali di ossigenazione. La natura si risveglia, con schiuse di insetti sia acquatici che terrestri.
La primavera è la stagione in cui, più di tutte, è facile fare buone e abbondanti catture, infatti, terminata la fase della riproduzione, la trota sfiancata ed affamata, ricomincia a cercare freneticamente il cibo, portandosi più in superficie, facilitata anche dalla temperatura ottimale dell'acqua.
Occorre però, prestare grande attenzione a tutti i possibili segnali di attività delle trote sul pelo dell'acqua. Infatti non è facile come in autunno, quando le trote si trovano in superficie e il vento è per lo più assente, la superficie è increspata rendendo meno visibile la presenza dei pesci.
I branchi possono trovarsi ovunque, non solo a centro lago Fig.1.1(posizione tipica della trota in primavera), ma anche a poche decine di metri dalla riva o addirittura ancora in profondità. Dipende sempre dalla temperatura dell'acqua e dalle condizioni atmosferiche primaverili, cioè con una stagione che si mantiene fredda, troveremo i pesci in posizioni tipicamente invernali, con temperature invece calde da molte settimane il comportamento delle trote tenderà a diventare estivo, (cioè le troveremo al centro del lago con la tendenza a scendere sul fondo).
Molto è legato anche all'azione del vento "Vedi La Regola del Vento" e, in genere, vale la regola che le trote si trovano più facilmente davanti alla riva situata contro vento, a una distanza dalla sponda minore quanto maggiore è la forza dell'aria.
Se la giornata è tranquilla e soleggiata, con temperature medioalte, sarà bene cercare la trota nei punti in cui la superficie dell'acqua appare leggermente increspata. Poiché l'azione di pesca avviene principalmente a galla, infatti, la leggera brezza riesce a confondere il tonfo e la vistosa presenza del galleggiante piombato che spesso non fanno altro che far spaventare le trote, rendendo i pesci meno guardinghi e più disponibili ad abboccare.
Con l'arrivo dei primi caldi, di solito verso il mese di maggio, le trote incominciano a spostarsi verso il fondo, pronte però a risalire se intervengono condizioni particolari come brezze rinfrescanti e temporali, che raffreddando la superficie del lago, riportano alti i livelli di ossigenazione e trasportano con se molti insetti.
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Fig.1.1 Il pesce si dispone in superficie riscaldandosi al sole dopo le fredde giornate invernali. Oltretutto potranno confidare negli insetti portati dal vento e nel livello di ossigenazione al massimo. |
Azione di pesca
l'azione di pesca, dato che deve seguire il comportamento del pesce, varierà a seconda del variare della stagione, della posizione delle trote e dalla conformazione del laghetto. Quindi è buona cosa munirsi sempre, ed uscire da casa, con tutta l'attrezzatura (soprattutto se non si conosce il laghetto) così da trovarsi pronti a tutte le evenienze. Canne da saltarello, bombarde affondanti, bombarde galleggianti, ecc..
Per chi non volesse, o non potrebbe, o semplicemente non ha voglia di "correre dietro agli screzi" delle trote, consigliamo la classica tecnica a striscio con lo sbirulino da 10/20 gr che è la più adatta a sondare gli strati intermedi e non impedisce di pescare anche in superficie con un recupero piuttosto veloce a canna alta, confidando nel fatto che in questo periodo le trote si dimostrano particolarmente aggressive e disposte a inseguire anche un boccone che procede a discrete veloci.