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Acque, secondarie pregiate e secondarie normali
Limitazioni e divieti
ACQUE SECONDARIE PREGIATE:
Fiume Ticino,
Fiume Ticino, dall'immissione del Ramo Delizìa in Comune di Robecco sul Naviglìo sino al confine fra i Comuni di Robecco sul Naviglio ed Abbiategrasso;
Fiume Ticino,
Canale Marinone,
Navìglio Grande Vecchio,
Canale Industriale,
Canale Regresso, dalle paratoie site in corrispondenza con il Naviglìo Grande Vecchio sino allo sfocio nel Fiume Ticino;
Scar. l'urbiglietto e Tre Salti, per tutto l'intero corso;
Roggia del Molino,
Canali del Fortíno e Nasino,
Canale Don Antonio,
Roggia Gambarera,
Roggia Gambarino,
Ramo Morto,
Roggia Rabica,
Roggia Michelazzo,
Roggia Pertichè,
Roggia Fosso Morto,
Fiume Adda,
Fiume Adda,
Fiume Adda,
Roggia Molina,
Roggia Moione I,
Roggia Moione II,
Canale Muzza,
Nelle acque classificate Secondarie Pregiate:
- è vietato l'esercizio della pesca di ogni specie ittica durante il periodo compreso tra un'ora dopo il tramonto della prima domenica di ottobre ed un'ora prima dell'alba dell'ultima domenica di febbraio;
- è sempre vietata la pesca professionale;
- la pesca dilettantistica può essere esercitata soltanto con una canna lenza, con non più di un amo-mosca-camola finta o ogni altra esca singola naturale ed artificiale;
- nei fiumi Adda e Ticino è consentito l'uso di non più di tre ami-mosche-camole finte;
- è vietato utilizzare la larva di mosca carnaria, sia come pastura che come esca, nonché pasturare in qualsiasi forma.
ACQUE SECONDARIE NORMALI:
tutte le altre acque scorrenti nel territorio provinciale.
Carta delle vocazioni ittiche della Provincia di Milano
La programmazione "per la tutela e l'incremento della fauna ittica e la disciplina dell'attività pescatoria" è regolamentata dal TITOLO Il della Legge Regionale 25/82. L'art. 11 di detta legge prevede che le provincie elaborino "una carta provinci le delle vocazioni ittiche ed un pi, no provinciale per la destinazione e 'uso delle acque pubbliche di coni )etenza". li Piano Provinciale, in scadenza il prossimo settembre, rappresenta lo strumento operativo necessario per impostare un'adeguata tutela della vita acquatica favorendo, nel contempo, lo sviluppo di una attività alieutica compatibile con le esigenze ambientali. La Carta Ittica costituisce la sintesi di una complessa fase di studio basata su inda~ gini territoriali avente come obiettivo la conoscenza dello stato di qua~ lità complessiva degli ambienti di acqua dolce.
Se questo strumento di lavoro viene realizzato in modo da considerare il più alto numero di variabili che incidono sulle caratteristiche globali delle acque interne, sarà possibile, per i prossimi anni, gestire correttamente ed in maniera integrata tutte le attività connesse alla tutela della fauna ittica e, più in generale, che riguardano il recupero degli ecosistemi acquaticí.
Com'è noto, infatti, il giusto equilibrio tra l'ambiente e le forme di vita in esso rappresentate sono il presup~ posto di base per mantenere stabile, cioè in grado di reagire alle alterazioni gravanti dall'esterno, un ecosistema naturale. Per tale motivo, su circa 80 corsi d'acqua superficiale, verranno rilevati i parametri che seguono:
parametri idraulici
caratteristiche morfologiche
interventi ed attività antropiche
parametri chimici e chímico-fisici
parametri biologici
Queste indagini sono complesse e richiedono necessariamente competenze e strutture specifiche in termini soprattutto di laboratori scientifici e strumentazione da campo di precisione adeguata. L'occasione di favorire con queste attività la ricerca scientifica e, nel contempo, la possibilità di formare professionalmente degli studenti consentendo loro di sviluppare una cultura dell'ambiente e di sperimentare sul territorio le modalità di valutazione della salute degli ecosistemi naturali, ha orientato l'Ufficio verso la ricerca di una collaborazione con l'Università degli Studi di Milano - Dipartimento di Scienze dell'Ambiente e del Territorio.
Quando, per ogni corpo idrico, saranno disponibili tutti i dati prelevati in campo e quelli ottenuti dagli interventi effettuati in laboratorio sarà possibile definire lo stato di salute globale del corso d'acqua oggetto di indagine e si potranno così proporre obiettive indicazioni operative necessarie per impostare un'adeguata forma di gestione e di tutela degli ambienti acquatici della fauna ittica in essi vivente