GLI INNESCHI
La realizzazione di queste pagine è stata resa possibile grazie alla gentile
concessione del gruppo editoriale E.DAI in particolar modo alla rivista PESCA IN che ci permette di mese in
mese di aggiornare il nostro sito utilizzando un articolo pubblicato sulla loro rivista;
quì è nostra intenzione ringraziarli pubblicamente.
Tratto da Pesca In di Luglio 1997. Testo e Foto di Elvio Scarrone
Pescando a bujet di norma si usano due tipi fondamentali di innesco e cioè impiegando soltanto plecotteri, o utilizzando l'accoppiata portasasso-plecottero. Il primo innesco richiede buone scorte di bujet nel portaesche, mentre il secondo risulta più duraturo perchè il portasasso resiste per periodi più lunghi e spesso si può continuare l'azione di pesca sostituendo semplicemente l'unico bujet impiegato.
INNESCO CON SOLI BUJET: Si punge il primo bujet nella testa e con calma lo si trascina sino sul filo terminale cercando di danneggiarlo il meno possibile, quindi si procede con il secondo infilzandolo ancora dalla testa e posizionandolo sotto al primo con l'ardiglione completamente in fuoriuscita.
Tra i maestri cuneesi esistono molte varianti di questo complesso innesco, ma per chi inizia il criterio illustrato e il più semplice e funzionale.
INNESCO DEL BUJET CON SUPPORTO DEL PORTASASSO:
Si taglia il portasasso e lo si svuota del nero infilzandolo poi in corrispondenza della sezione di taglio e lo si trascina sino sul terminale. Si infilza quindi l'unico bujet pungendolo dalla testa e trascinandolo sotto al portasasso ancora con l'ardiglione completamente fuoriuscito.
Questo tipo di innesco è assai consolidato e ampiamente condiviso, tuttavia alcuni trascinano il portasasso completamente sul filo terminale, oltre 1'arresto che utilizzano per mantenere la posizione del bujet (fig.B). Altri preferiscono fissare il portasasso con l'arresto (fig.A) e sostituire più frequentemente il bujet. Nell'ipotesi B l'amo dovrà essere di dimensioni minori e precisamente del numero nove o dieci.