LE CORONE (Introduzione)

Le lenze a corona sono chiamate così perché vengono realizzate con una lunga serie di pallini di piombo.
Data la loro particolare forma, in cui il peso, che può raggiungere anche i quindici grammi non è concentrato ma viene distribuito su un lungo tratto di lenza, offrono il vantaggio di ridurre moltissimo le probabilità d’incaglio sul fondo mantenendosi estremamente morbide nella discesa fra i sassi o gli ostacoli. Le corone infatti sono nate nella provincia di Cuneo (da cui deriva il nome "corone cuneesi"), territorio solcato da torrenti caratterizzati da fondo basso e irregolare con correntini veloci, dove sarebbe impossibile pescare con montature concentrate.
Per queste sue caratteristiche le corone sono anche molto utilizzate nei campi gara, dove la profondità dell’acqua non è mai eccessiva ed è importante evitare il più possibile il pericolo d’incaglio per non perdere tempo. Le corone sono lenze polivalenti, cioè si adattano molto bene a tutte le situazioni anche se vanno sempre tenute sotto il vettino della canna, non vanno assolutamente bene per la pesca a striscio in fiume dato che l’estensione della piombatura è tale che le probabilità d’incaglio sono innumerevoli. La corona , insomma è la classica lenza da trattenere o da lasciar scendere la corrente in maniera controllata, non viene lanciata ma semplicemente posata. Le corone hanno anche dei limiti, che sono legati alla profondità dell’acqua e alla sua velocità, infatti non sono adatte a fondali profondi o a correnti violente, con queste ratteristiche lavorano sicuramente meglio lenze concentrate come il pallettone. Le corone si distinguono principalmente in quattro tipi, comunque ne esistono moltissime varianti: corona caricata, corona di Cesano, corona rovescia, corona da ricerca.



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