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rivista; quì è nostra intenzione ringraziarli pubblicamente.
Tratto da Pesca In di Luglio 1997. Testo e Foto di Elvio Scarrone.
Patrimonio della CULTURA piemontese, in particolare CUNEESE, la pesca con i BUJET, tra tutte le tecniche possibili per i SALMONIDI, è indubbiamente una tra le più ENTUSIASMANTI ed EFFICACI.
Per ovviare ai noti problemi inerenti al Web l'articolo è stato diviso in tre parti: Tecnica, Raccolta e Inneschi
Per ben comprendere come debba essere interpretata questa disciplina è necessario partire dall'esca, piccole e delicatissime larve di plecotteri costantemente presenti sul fondale dei torrenti incontaminati, spesso sotto ai sassi del fondale, a volte appiattiti sulle pareti umide in prossimità dei salti e molto frequentemente tra le erbe e le foglie morte del fondo, o tra i muschi del bagnasciuga. Cibo prediletto delle indigene è assai probabile che i Salmonidi li catturino quando camminano sui sassi o sul fondale, oppure quando il flusso li strappa ai loro ripari e spontaneamente li trascina facendogli eseguire tutte le evoluzioni che un corpo di massa leggerissima deve necessariamente compiere quando e spinto dai flutti. I bujet trasportati, ovviamente, assecondano pienamente il moto dell'acqua sicché seguiranno ogni vena della corrente filando ora velocemente a profondità variabile, affiorando talvolta e dragando lentamente quando troveranno una morta o un tratto poco mosso e profondo.
E' quindi scontato che l'armatura ideale per questa pesca sia una corona equidistribuita molto fluida e agile che facilmente possa essere trasportata dal movimento dell'acqua e che parimenti assecondi questo, in modo naturale, semplicemente sostenendo l'armatura a canna estesa. Poiché l'habitat prediletto dei bujet è costituito dai torrenti di montagna, alpini o appenninici, dove spesso la portata è contenuta, e ancora ovvio che i pallini di piombo con cui si dovrà costruire la nostra corona dovranno essere del numero 2,5. Ricordato infine che per le forti caratteristiche mimetiche delle larve di plecottero, queste sono visibili soltanto quando si muovono, abbiamo disponibili tutti gli elementi per ben codificare la tecnica che certamente sarà pesca di movimento.
La Tecnica
Con la nostra sette metri armata con la corona equidistribuita, realizzata con pallini del 2,5, terminale dello 0,16 e amo del numero sette, inneschiamo i bujet e iniziamo la risalita. Ogni anfratto del torrente è idoneo per questa pesca bellissima, anche se è opportuno affrontarlo in modo adeguato. Per questo le veloci correnti dove i bujet allo stato naturale vivono in gran quantità sarà necessario sondarle alla passata dall'alto verso il basso, sostenendo I'armatura e lasciandola spontaneamente procedere aiutandola con una adatta azione di canna. Molto indicati risultano i sottoriva dove abitualmente i Salmonidi possono catturare i bujet con maggior facilita.
Nelle buche molto interessanti sono le schiume e le zone limitrofe dove è indicato agire in trattenuta pescando a varie profondità. Nelle acque poco mosse particolarmente efficaci risultano le azioni di traino con esca in rotazione ed e sempre consigliabile pure tentare proprio in superficie facendo praticamente emergere I' esca e lasciandola poi dragare sino sul fondale specie se questo è sabbioso. Nella stagione calda, molto redditizio è pescare a battere la sponda opposta usando la leggera corona come strumento di lancio depositando I'esca sul sottoriva opposto ed iniziando immediatamente l'azione di traino verso il centro del torrente.
Spesso il Salmonide si esibisce in inseguimenti spettacolari e la cattura è assai emozionante. Pescando a bujet è sempre consigliabile ferrare al volo poiché nonostante l'amo sia del numero sette, essendo il boccone poco ingombrante, le possibilità di ferrata sono già immediatamente molto elevate. Inoltre, poiché I'esca e assai fragile, al minimo attacco si deteriora, per cui ogni indugio è superfluo. Nei torrenti di pianura, dove i bujet sono presenti, questi costituiscono un'esca eccellente anche per il barbo e il cavedano; infatti, essendo in generale assai numerosi, assicurano spontaneamente un'adeguata azione di pastura.
E' sufficiente scegliere un tratto medio mosso e, con la normalissima pesca a galleggiante, innescando ora un unico bujet su un amo di piccole dimensioni, si possono realizzare catture a ripetizione anche di notevole taglia. II barbo, poi, risulta particolarmente sensibile a questa fragile bellissima esca.
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