L'ATTREZZATURA
La realizzazione di queste pagine è stata resa possibile grazie alla gentile
concessione del gruppo editoriale E.DAI in particolar modo alla rivista PESCA IN che ci permette di mese in
mese di aggiornare il nostro sito utilizzando un articolo pubblicato sulla loro rivista;
quì è nostra intenzione ringraziarli pubblicamente.
Tratto da Pesca In di Febbraio 1997. Testo e Foto di Tony Doglioni
Anche se l'argomento, composto da numerose (chiamiamole cosi e scusatemi il gioco di parole) "componenti", è molto vasto, cercherò di riassumere brevemente "campo" per "campo", promettendoVi in futuro di approfondire in modo dettagliato quanto in seguito andrò ad esporVi.
LA CANNA:
Fino a pochi anni fà la misura ottimale dei "nostri" attrezzi era attorno ai 6 metri di lunghezza, con particolari caratteristiche di azione e di leggerezza; mitica la "vecchia" Sprinter. Attualmente sono state ideate delle canne specifiche che giungono, completamente estese, ai 7- 8 metri. Fermo restando che la misura sui 6 metri resta I'ideale "insostituibile" per questo tipo di pesca, dove spesso le lunghezze dei lanci sono oltre ai 20 metri, per le pescate da eseguire piu "vicino" (tra i 10 e i 15 metri) attrezzi "un po' piu lunghi" risultano maggiormente efficaci. Ecco cosi spiegata la nascita delle "8 metri" da rodolon, riducibili alle misure inferiori con un paio di elementi bloccati da particolari sistemi di fissaggio, in grado di offrirci "2 canne" in una.
Mi sento di consigliare, anche perché effettivamente progettate per la pratica del rodolon artigianale, la SpringG Cast prodotta dalla Faps e la Veneta 3 della Triana; per gli amanti del rodolon "industriale" le 2 serie menzionate offrono anche la cugina in versione agonistica.
IL MULINELLO:
Il mulinello deve essere medio/piccolo, di linea semplice ed essenziale, senza troppi fronzoli aggiuntivi. Ottimo ho trovato il Dam distribuito "per la trota" ; I'unico inconveniente è che non è più in produzione da un paio di stagioni. I produttori stanno uscendo, comunque, con un nuovo modello che dovrebbe ricalcare le caratteristiche di quello menzionato. Per chi frequenta anche i laghetti, come parametro di confronto possono andare bene i mulinelli utilizzati per la "tremarella" e lo striscio medio/leggero.
Ormai tutto il filo in commercio si assomiglia o addirittura "è lo stesso"; cambiano spesso solo la marca e la bobina. Personalmente uso il Mega distribuito con marchio Faps che suggerisco per il buon rapporto qualita/prezzo. I diametri da utilizzare "in canna" possono variare tra lo 0,14 e lo 0,20 con le misure intermedie che risultano le più indicate.
Piu un filo è fine e maggiori lunghezze di lancio, a parità di piombatura, si raggiungono;
I'attrito dell'aria e della spinta idrica si riduce man mano che si "assottiglia" la superficie su cui può esercitare la propria azione. Ricordiamoci, però, che più un filo è sottile e minori saranno le garanzie di tenuta alle sollecitazioni e all'abrasione dovuta allo sfregamento con il ciottolame del fondo. Sta a noi trovare una "mediazione"; personalmente di norma uso in canna lo 0,18 (spesso) abbassandomi allo 0,16 con piombature piu leggere. I finali possono ulteriormente diminuire (0,14) nel caso di utilizzo di ami piccolissimi per I'innesco di "invisibili" larve acquatiche.
LA SPIRALE:
La spirale dovrà essere tra il grammo e i 3 di peso. II fusibile di piombo da utilizzare sarà con un diametro di sezione pari a 1 mm/1,2 mm. (F 10 o F 12). II piombo, morbido, non dovrà contenere materiali indurenti e il cromatismo preferibile sarà piuttosto opaco che "lucido". La spirale "standard" sarà costruita con una ventina di cm. di fusibile attorcigliato a strette spire attorno a una finissima anima in acciaio. Finita I'operazione la spirale cosi ottenuta dovrà essere inserita sul filo e stretta attorno ad esso finché non ne risulti fissata. Valutata la complessita della spiegazione da dare riguardo al fatto della "non scorrevolezza" della spirale, rimando il tutto a una futura chiacchierata in dettaglio.
Ognuno usi quelli che ritiene migliori, purché offrano garanzia di tenuta, nonché di "non spuntatura" nei frequenti "sfregamenti" sul fondo. Le misure dell'amo dovranno essere in rapporto alla grandezza dell'esca, ma in grado di offrire spessori del "ferro" che non compromettano la vitalita del boccone. Ad ogni modo meglio utilizzare, nel dubbio,
un amo "un pò" più piccolo, piuttosto che uno "più grosso".