LARGO ALLE TROTE...



La realizzazione di queste pagine è stata resa possibile grazie alla gentile concessione del gruppo editoriale E.DAI in particolar modo alla rivista PESCA IN che ci permette di mese in mese di aggiornare il nostro sito utilizzando un articolo pubblicato sulla loro rivista; quì è nostra intenzione ringraziarli pubblicamente.

Tratto da Pesca In di Febbraio 1996. Autore: Marco Turacchi.


 

I Torrenti di MEDIA VALLE, per le loro caratteristiche di PORTATA D'ACQUA, subiscono molto meno l'assalto della massa dei pescatori nel giorno dell'apertura. Vediamo come affrontarli.



Fiume

Ci siamo, mancano pochi giorni e finalmente potremo riprendere la nostra attività di appassionati "trotaioli"; torrenti, torrentelli e torrentoni stanno per subire nuovamente l'attacco di una moltitudine di pescatori che, presi dalla frenesia dell'apertura, altro non fanno che prepararsi di tutto punto attendendo il giorno fatidico. Nei negozi di pesca, al bar e fra amici non si parla d'altro: "Quest'anno ho deciso di avventurarmi alla ricerca di qualche trota vera, si di quelle che sanno leggere e scrivere" oppure "Andrò sul torrente X; ho saputo che è stato ben ripopolato e, visto che la prossima domenica ho una gara, preferisco allenarmi su trote immesse". La scelta, l'obbligo di scegliere un torrente dove passare il tanto sospirato giorno è per alcuni un vero e proprio dilemma: "autoctona o no"?. L'appassionato che proprio non vuol perdersi nessuna delle due alternative non può che cercare conforto nei torrentoni, che sono in grado, per la loro larghezza e portata di acqua, di sopportare più degli altri la pressione di pesca, offrendo cosi la possibilità di catturare trote meno disturbate e spaventate dal continuo "andirivieni" di lenze e pescatori.

La scelta cadrà allora su un torrente di media o medioalta valle, largo dai 15 ai 30 metri, che offre la possibilità di pescare con molte tecniche che in genere, a differenza dei torrenti di alta valle ricchi di buche, pozze e cascate, un torrente di media valle ha una pendenza dell'alveo inferiore, ma l'aumento della portata d'acqua, a causa dell'ingresso di piccoli affluenti, mantiene la velocità del liquido sempre elevata.

fiume 2

I massi, pian piano che il torrente scende, diminuiscono di dimensione e le buche vengono sostituite da piane più o meno lunghe che, di solito, sono precedute e seguite da correnti con poca profondità più o meno veloci. Ogni tanto il normale defluire delle acque viene rotto da briglie e manufatti costruiti per scongiurare il pericolo delle piene e in certi casi anche le sponde sono state ricostruite a prismata per la solita ragione. Appare subito chiaro questo tipo di ambiente non ha il fascino proprio del torrente di montagna e sicuramente, il giorno dell’apertura sarà più frequentato da quella categoria di pescatori "compagnoni" che amano passare la notte ad occupare il posto in compagnia di qualche che salsiccia condita a fiaschi di vino.
II purista scansa questi tratti, preferendo la solitudine del riale alla ricerca di qualche trota con la T maiuscola; ma chi decide invece di tuffarsi nella mischia, se pesca con cognizione di causa, sicuramente potrà togliersi qualche soddisfazione. I torrenti di media valle, in genere, hanno una forte corrente centrale, mentre in prossimità delle sponde il flusso dell'acqua tende a rallentare la sua corsa; la trota fario, per effettuare i suoi spostamenti lungo torrente, usa queste due corsie dove passa fugacemente oppure vi si stabilisce, ben coperta da qualche ostacolo. La corrente centrale in molti posti può venire rotta da avvallamenti, giri
d'acqua causati da massi od ostacoli e in genere queste rotture vengono usate dalle trote per attraversare il torrente senza durare troppa fatica. Ad una prima analisi abbiamo già individuato quali saranno le postazioni migliori dove concentrare la nostra azione di pesca. Se nel sottoriva a noi prossimo non incontreremo nessun tipo di problema che possa impedire l’azione di pesca, la sponda opposta e le correnti centrali presentano difficoltà maggiori per guidare la lenza dove vogliamo. Possiamo comunque fare una scelta: canna lunga o lunghissima con montature idonee oppure pescare con una canna da lancio ben attrezzata. Partendo dai presupposto che le trote stazionano quasi sempre in prossimità del fondo è pacifico che la quantità di piombo per il sottoriva deve essere notevolmente inferiore a quella che occorre per "razzolare" nel centro del torrente.

Questa constatazione di un dato di fatto non ci deve impensierire assolutamente se concentriamo la nostra azione di pesca in prossimità della sponda dove poggiamo i piedi. Infatti una montatura pesante per l’acqua che affrontiamo aiuta a "sentire il fondo" e può essere agilmente guidata dalla punta della canna. La solita montatura lanciata a 15, 20 o 30 metri sarà difficilmente guidabile e molte volte sarà la causa di numerosi incagli sulle asperità del fondale.




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