GLI IBRIDI
Gli ibridi sono trote generate dall'accoppiamento di altre trote
appartenenti allo stesso genere ma di specie diverse, oppure differenti anche nel genere.
Il primo tipo sono rinvenibili spesso in natura e sono fertili, cioè si sono accoppiati e
si possono accoppiare e riprodurre autonomamente; i secondi, invece, sono dovuti a
selezioni artificiali operate dall'uomo e sono il più delle volte sterili.
L'ibrido per eccellenza nelle trote è senza dubbio quello tra la Trota Marmorata e la
Trota Fario. Questo deriva dall'accoppiamento di individui appartenenti allo stesso genere
(Salmo) ma a semispecie differenti.
L'Ibrido tra queste due trote è oramai molto diffuso, avviene in natura autonomamente
senza l'intervento dell'uomo, ma è stato lo stesso uomo a renderlo possibile a causa
delle continue semine di Trote Fario all'interno dell'ambiente della Marmorata. Presenta
caratteristiche particolari essendo appunto un ibrido, sicuramente inquina con la sua
presenza la purezza del ceppo "padano" riconosciuta da tutti per la furbizia e
la capacità di crescita e sopravvivenza maggiore delle altre trote.
La colorazione degli individui è spesso molto bella e più vivace di quella dei genitori
puri, per esempio, sulla livrea marmorizzata classica della Marmorata, appaiono, a seconda
della predominanza dei caratteri dell'una o dell'altra semispecie d'appartenenza, dei
punti rossi e neri più o meno numerosi, tipici della Trota Fario.
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Nell'ibrido tra la Trota Fario femmina e il Salmerino di Fonte maschio (Trota Tigre), nel disegno del corpo prevalgono le linee sinuose e ondulate del dorso del Salmerino che ricordano la livrea della Marmorata.