TROTA LACUSTRE (Salmo Trutta Lacustris)

 

La trota di lago, che raggiunge le massime dimensioni fra tutti i salmonidi delle nostre acque interne, è simile nella sua conformazione alla trota fario.
Ha però un corpo più allungato, la testa molto sviluppata in proporzione al corpo, il muso é breve, la bocca ampia e la mascella potente. Gli occhi sono più grandi di quelli della fario, la coda è possente con il margine poco falcato.
Il dorso è di tinta variabile, ma la tonalità di base è grigiastra, con sfumature azzurre. Le parti basse hanno sempre riflessi argentei. Picchiettature o punteggiature nere a forma di X sono sparse sul dorso, sui fianchi e sulle pinne. Le squame sono disposte in file regolari ; la linea mediana è ben visibile. Le pinne sono grigiastre, quella dorsale è annerita alla base.
D'indole solitaria, è meno esigente delle altre trote in fatto d'ossigeno, predilige le coste verticali rocciose, cosparse di anfratti e tane subacquee dove trova rifugio. Non si avvicina mai alla riva e difficilmente sale in superficie, staziona oltre i 50 metri di profondità nei laghi prealpini dell’Italia del Nord.
La trota di lago esclusivamente carnivora, predilige solitamente pesci come vaironi o alborelle ma anche gamberetti. Più che sportiva, la pesca di questi grossi pesci è occupazione da professionisti.
L’unico modo per tentare qualche cattura a tocco e quella di usare una grossa alborella innescata in modo che giri contro corrente e pescare in inverno o al massimo in primavera dove il fiume sfocia nel lago, qui, infatti, le femmine, seguite poi dai maschi risalgono il corso d’acqua per deporre le uova.

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