FIUME DEZZO
DESCRIZIONE
Il fiume Dezzo sorge a 1508m s.l.m. in Comune di Schilpario e sfocia nel fiume Oglio a Darfo Boario Terme.
La larghezza del corso è compresa tra 5-25m e la profondità media, escluse le buche, è di 0.50m, lo scorrimento dellacqua di tipo rapido. Il fiume scorre in un alveo naturale il cui substrato è caratterizzato da alluvioni post-glaciali recenti, prevalentemente ghiaiose, e da morene fresche miste a detriti di falda, fino alla località Dezzo di Scalve. Qui si incunea in una valle, tra rapidissime rive a strapiombo tipo canyon, costituite da Dolomia grigio-biancastra. A monte della località Dezzo di Scalve , le rive sono costituite da fustaie miste tipo abete e larice, con sottobosco di faggio, nocciolo, betulla e fasce di prati pascoli.
A valle della suddetta località non esiste pressoché vegetazione in quanto, incanalandosi nel canyon , oltre a sporadici tratti, predomina la nuda roccia.
Il fiume subisce molte derivazioni a scopo idroelettrico, principalmente nel comune di Schilpario, a Dezzo di Scalve ed Angolo Terme dove da qui in poi viene canalizzato e fatto passare sotto il comune di Darfo, per poi ritrovarlo per pochi metri prima che confluisca nellOglio. Le derivazioni idriche, oltre i tratti immediatamente dopo, non variano comunque sensibilmente la portata, che rimane perenne per tutto lanno. Lacqua è molto limpida e abbastanza pulita anche se ci sono i soliti (ma pochi) rifiuti fognari di origine urbana, che comunque non sono in grado di influire sulla popolazione ittica.
Lossigeno disciolto è abbondante, infatti spesso raggiunge valori prossimi alla saturazione, questo è possibile grazie alla elevata velocità dellacqua e dalla scabrosità delle rive che permettono un ottimo scambio con latmosfera.
SPECIE ITTICHE
Le specie ittiche presenti sono la trota Fario, la trota Iridea e il Salmerino di Fonte. La Fario che è abbondante sullintero corso, viene spesso seminata con avannotti o trotelle sui 6-9cm e si integra facilmente infatti possiamo trovarne anche di grosse; ne sono presenti anche di selvatiche.
LIridea è meno diffusa, si trova soprattutto a causa delle gare che spesso vengono svolte, qualche volta viene seminata, in particolare prima dellapertura per "accontentare" i pescatori.
Il Salmerino di Fonte lo possiamo trovare nelle località in cui è stato introdotto con semine di materiale di allevamento, la sua presenza è comunque sporadica, al contrario, ci si può imbattere nel Salmerino Alpino selvatico, anche di buona taglia.
La pressione piscatoria è molto forte con la presenza di un campo gara fisso nel comune di Angolo Terme.
IL FIUME
Il fiume è bellissimo, con stupendi paesaggi e ambienti. Si ha un susseguirsi continuo di grandi buche, canyon e cascate che rendono il corso dacqua molto particolare.Il fiume Dezzo va diviso in tre tronconi:
- La parte più a monte, dalla sorgente fino a Dezzo di Scalve, è prevalentemente di tipo torrentizio, con grossi massi, fondo sassoso, salti, cascate e veloci correnti. Questo ambiente è stupendo per la pesca al tocco; un consiglio, se la portata dacqua lo permette, utilizzate una montatura con il pallettone che vi permetta di sondare bene in ogni punto cercando sotto i sassi o ai lati delle correnti più impetuose alla ricerca delle sospettose selvatiche.
Funziona ottimamente anche una bella corona, meglio se piuttosto "pesante". Come esca un bel verme o un pesciolino (in primavera ed autunno), le camole sono meglio in presenza di acqua chiara (estate).
- Nella parte a metà, da Dezzo di Scalve alla diga situata in fondo al canyon, il fiume si presenta sotto forma di grosse e profonde buche in un continuo susseguirsi. Qui la pesca al tocco non è la tecnica migliore, tra queste buche a media corrente, dallacqua sempre trasparente con trote sospettosissime, il metodo migliore è sicuramente la mosca o la passata con il galleggiante; se si vuole comunque tentare con il tocco è meglio munirsi di una leggerissima corona, finale del 0,12 e amo del n.8-12. Pescate prevalentemente a passata naturale cercando di essere il più "morbidi" possibile, senza strappi o cose anomale che non farebbero altro che spaventare le sospettose trote. Oppure provate con una media torpilles nei tratti più profondi e a maggiore corrente trattenendo leggermente la lenza. Come esche utilizzate dei portasassi raccolti sul posto, oppure delle camole innescate singole. Importantissimo, ai fini dellintera giornata, non farsi vedere cercando di stare sempre il più lontano possibile dal punto di pesca nascondendosi dietro ai grossi massi.
- Infine cè lultimo tratto in cui il fiume esce dal canyon, per chilometri lo troviamo asciutto, fino ad Angolo Terme dove finalmente si ha lo sbocco del canale della centrale idroelettrica in cui il corso riacquista la sua portata naturale, ma solo per qualche chilometro perché subito lacqua viene rincanalata per poi ritrovarla dove sfocia nellOglio. Questo tratto quindi è molto corto, torna di carattere torrentizio con salti, cascate e qualche buca di modesta dimensione. Dato che qui si svolgono molte gare, essendo campogara fisso è bene tentare le trote di semina con un pallettone o spirale, innescando un verme o un pesciolino in modo che girino. Lazione di pesca non dovrà più essere lenta a passata, ma veloce con
strappetti, lanci e trattenute che stimolino la trota ad attaccare.



Il fiume Dezzo è facilmente raggiungibile arrivando a Darfo Boario Terme (Valcamonica) e proseguendo in direzione di Angolo Terme.